La lussazione rotulea mediale nel cane

La lussazione rotulea mediale rappresenta una delle cause più frequenti di zoppia posteriore del cane. Una review recentemente pubblicata su Journal of Small Animal Practice ne ripercorre la fase diagnostico-terapeutica.

Pubblicato il
, diSilvano Marini
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Pubblicata sul Journal of Small Animal Practice, una approfondita review della Michigan State University ripercorre l’intera fase diagnostico-terapeutica, a partire dai moventi eziologici fino alle opzioni chirurgiche

Classica forma d’origine multifattoriale, la lussazione rotulea mediale rappresenta una delle cause più frequenti di zoppia posteriore del cane, ma i suoi moventi eziopatogenetici non sono ancora stati del tutto chiariti. La diagnosi appare piuttosto evidente alla visita ortopedica e la lesione, se non è d’origine traumatica, viene in genere fatta risalire ad anomalie di carattere evolutivo o ereditario che non sono altrettanto semplici da individuare. Questo vale soprattutto per i problemi localizzati a livello tibiale, in cui il tradizionale esame radiografico – data la sua bidimensionalità – non sempre determina una localizzazione adeguata del danno, mentre la scansione Tac consente di quantificare con precisione il disallineamento dell’arto pelvico. In fase diagnostica, l’imaging strumentale rappresenta dunque un momento fondamentale, in quanto determina la scelta dell’opzione chirurgica più appropriata, che a sua volta riduce l’eventualità di andare incontro a recidive. 

A proporre un’approfondita panoramica sull’approccio alla lussazione rotulea mediale è una minuziosa review statunitense pubblicata sul Journal of Small Animal Practice, che ripercorre l’intera fase diagnostico-terapeutica a partire dai moventi eziologici fino alle opzioni chirurgiche.

L’origine della lesione emerge dall’imaging

La review statunitense sottolinea prima di tutto che la lussazione rotulea nelle sue diverse manifestazioni – la forma mediale più frequente e quella laterale più rara – si riscontra più spesso nei cani di piccola taglia, ma non per questo risparmia quelli di dimensioni più importanti, che negli studi più recenti rappresentano il 38,7% delle diagnosi complessive. Alcune razze, tra cui chihuahua, barboncini, bull terrier, maltesi, labrador e yorkshire, sembrano più predisposte a sviluppare la lussazione mediale della rotula, che sembra favorita da malformazioni congenite ed ereditarie.

Nella review vengono analizzate le diverse anomalie e lesioni anatomiche che possono contribuire ad alterare il meccanismo estensorio del ginocchio e i quattro gradi in cui viene classificata la lussazione. Nonostante la diagnosi sia essenzialmente clinica, l’imaging consente di inquadrare l’origine del problema e di pianificare il trattamento adeguato

La chirurgia e la chiave per ridurre le complicanze

I cani che presentano zoppia o evidenziano deformità dell’arto posteriore sono da sottoporre all’intervento correttivo, mentre l’indicazione chirurgica resta controversa nei casi in cui il difetto osteo-muscolare sia asintomatico: il rischio di una possibile evoluzione del problema sembra significativo soprattutto di fronte a una lussazione di IV grado, ma la decisione va presa in base a un’accurata valutazione dei rischi e dei benefici e l’orientamento più diffuso propende per l’attesa.  

A questo punto il lavoro statunitense passa in rassegna le varie opzioni chirurgiche – come la trocleoplastica femorale, la trasposizione della cresta tibiale, il trattamento della patella alta, le osteotomie correttive del femore e della tibia con ricostruzione del tessuti molli – descrivendone tecniche e indicazioni, per poi addentrarsi nelle cure post-operatorie e illustrare le possibili complicanze. Queste ultime variano considerevolmente in base a variabili come la tecnica chirurgica utilizzata, il grado della lussazione o l’età e il peso del cane, ma nel loro complesso presentano un’incidenza piuttosto elevata che – comprese le recidive – oscilla tra il 13 e il 48%. Come sottolineano gli autori, per ridurre al minimo l’eventualità di compromettere l’esito dell’intervento, che in genere consente di ottenere il recupero funzionale, ogni caso va studiato con cura, a partire dalla valutazione diagnostica e dall’individuazione del corretto allineamento dell’arto coinvolto: parte da qui la pianificazione dell’approccio più indicato.

Reference

FontePerry KL, Déjardin LM. Canine medial patellar luxation. J Small Anim Pract. 2021;62(5):315-335. doi:10.1111/jsap.13311

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