Survey sul rapporto tra veterinario ambulatoriale e dermatologo

Un sondaggio recentemente pubblicato su Veterinary Dermatology fa emergere le frequenti barriere nel rapporto tra veterinario ambulatoria e lo specialista dermatologo.

Pubblicato il
, diSilvano Marini

Al centro di un sondaggio internazionale pubblicato su Veterinary Dermatology la dermatite atopica del cane e del gatto e l’immunoterapia allergene-specifica

Un recente studio statunitense ha messo in luce le frequenti barriere sia all’impostazione dell’immunoterapia allergene-specifica, sia all’invio del cane con dermatite atopica allo specialista dermatologo

Lo stesso lavoro ha fatto anche emergere che i veterinari generalisti dubitano spesso dell’efficacia dell’immunoterapia allergene-specifica

Per verificare la validità di questi dati è stata organizzata un sondaggio su base internazionale, i cui risultati sono stati pubblicati su Veterinary Dermatology.

Un set di 46 domande a risposta multipla o basate sulla scala di Likert è stato pubblicato online sul Veterinary Information Network, comunità digitale che conta circa 70.000 veterinari. 

Sono stati esclusi gli specialisti in dermatologia veterinaria. Il questionario è stato completato da 765 veterinari operanti soprattutto in Stati Uniti (83,1%), Canada (11%), Australia (2,5%) e Regno Unito (0,5%), più altri paesi del resto del mondo (2,8%).

I risultati del sondaggio online

Diversi gli spunti interessanti emersi dalle risposte: 

  • la stragrande maggioranza dei veterinari sul territorio dichiara di vedere spesso cani affetti da dermatite atopica, mentre solo pochissimi vedono spesso gatti con atopia
  • il 26,5% non ha mai discusso con i proprietari l’invio del cane a uno specialista in dermatologia veterinaria o l’ha fatto raramente; la quota sale al 43,4% nel caso del gatto 
  • il 25% dei veterinari invitano i proprietari a consultare uno specialista in dermatologia pediatrica con forte convinzione, il 44,4% lo consiglia e basta e il 30,6% si limita a citare l’ipotesi

Sui fattori che condizionano o motivano al consulto specialistico:

  • la maggioranza dei veterinari preferisce rivolgersi a dermatologi che li coinvolgano nel trattamento e dai quali possano ottenere informazioni tempestive sul follow-up (preferibilmente entro 3-7 giorni)
  • molti citano anche la disponibilità dello specialista a fornire un’educazione continuativa su base locale

Molti i dubbi sull’immunoterapia allergene-specifica:

  • i partecipanti raccomandano molto più spesso l’immunoterapia allergene-specifica nei cani che nei gatti.
  • in ogni caso, l’immunoterapia regione-specifica viene raccomandata meno spesso dell’immunoterapia convenzionale, verso la quale i veterinari ambulatoriali dichiarano una maggiore familiarità
  • una grande maggioranza di veterinari sostiene di avere una certa familiarità con l’immunoterapia sublinguale, anche se pochi l’hanno usata in ambulatorio 
  • quasi il 70% dei veterinari dichiara di non conoscere le ricerche sull’uomo e sul topo che mostrano come l’immunoterapia antigene-specifica rappresenti l’unico trattamento in grado di rallentare o arrestare la marcia atopica, ma è consapevole che l’impostazione precoce dell’immunoterapia con il controllo dei sintomi tramite i farmaci disponibili possa rallentare la progressione della malattia.

Ottimizzare i rapporti specialista-territorio

Si può per certi aspetti affermare che dal sondaggio, che rappresenta il primo studio su vasta scala sull’orientamento dei veterinari verso l’immunoterapia antigene-specifica nei cani e nei gatti con atopia e verso la raccomandazione di un consulto con uno specialista in dermatologia veterinaria, emergano più ombre che luci, tra difficoltà diagnostiche, conoscenze non sempre aggiornate sulle opportunità delle varie forme di immunoterapia e una resistenza di fondo a coinvolgere lo specialista. 

Come sottolineano gli autori quanto basta per suggerire ai dermatologi di ottimizzare i rapporti con i veterinari sul territorio, soprattutto per quanto riguarda la tempestività delle comunicazioni, il rinvio del cliente in ambulatorio per la gestione di routine, le iniziative di education che rafforzano il raggio d’azione locale. 

Instaurare un rapporto più efficace e continuativo, peraltro, può contribuire a migliorare l’approccio alle patologie dermatologiche del veterinario, anche per ciò che riguarda le aspettative sull’immunoterapia.

Reference

Flanagan, S., Schick, A., Lewis, T.P., Chu Tater, K. and Rishniw, M. (2020), A survey of primary care practitioners’ referral habits and recommendations of allergen‐specific immunotherapy for canine and feline patients with atopic dermatitis. Vet Dermatol. https://doi.org/10.1111/vde.12918

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