Pet: propensione all’e-commerce e consulti a distanza negli Usa

Un'indagine statunitense pubblicata su Preventive Veterinary Medicine fa il punto sulle abitudini d’acquisto dei prodotti veterinari e sulla disponibilità alla telemedicina.

Pubblicato il
, diSilvano Marini

Condotta sotto l’egida dell’American Veterinary Medical Association e pubblicata sulla rivista Preventive Veterinary Medicine, una indagine statunitense fa il punto sulle abitudini d’acquisto dei prodotti veterinari e sulla disponibilità nei confronti delle visite in telemedicina 

Il cambiamento delle abitudini dei consumatori e il progressivo spostamento degli acquisti dai punti vendita tradizionali ai siti online sta drasticamente modificando lo scenario commerciale un po’ in tutti i campi, compreso quello dei prodotti e dei servizi d’ambito veterinario. Negli Stati Uniti – dove il settore è regolamentato da leggi diverse da quelle vigenti nel nostro paese – negli ambulatori veterinari si registra, da qualche tempo, una significativa contrazione del giro d’affari per i farmaci e per i prodotti destinati agli animali da compagnia in genere.  A fare il punto sul tema è un’articolata indagine condotta da tre università statunitensi sotto l’egida dell’American Veterinary Medical Association e pubblicata sulla rivista Preventive Veterinary Medicine. La survey, in particolare, ha approfondito le abitudini d’acquisto dei proprietari di cani, gatti e altri animali da compagnia, valutandone anche la disponibilità a pagare per un consulto a distanza. Nonostante le regole diverse, i risultati sono interessanti soprattutto per quanto concerne la propensione verso la telemedicina.

Le fonti di approvvigionamento di farmaci e alimenti

Il sondaggio è stato condotto online, e tra coloro che hanno risposto al questionario il 62% era proprietario di un pet, il 9% era stato proprietario in passato e un altro 9% intendeva acquistarne uno a breve, per un totale di 1.245 soggetti (come sottolineano gli autori, i dati sono in linea con quelli dell’American Veterinary Medical Association del 2016, in base ai quali il 59,2% degli americani possiede un animale da compagnia). Per quanto riguarda gli acquisti, gli alimenti specifici per i pet vengono in gran parte comprati ancora nei negozi tradizionali (nel caso dei cani e dei gatti si sfiora il 70%). Quando necessari, gli alimenti medicamentosi da prescrizione vengono più spesso acquistati dal veterinario che nel negozio tradizionale, con gli acquisti online che si collocano al terzo posto. Una percentuale elevata di proprietari di cani e di gatti acquista soprattutto dal veterinario i medicinali e i prodotti contro l’infestazione da pulci, zecche o vermi, con gli acquisti nel negozio tradizionale al secondo posto. I centri vendita tradizionali rappresentano invece la prima fonte di approvvigionamento dei farmaci Otc, seguiti dal veterinario e dai siti online. Il sondaggio attesta, dunque, che l’erosione delle vendite online prosegue, ma che non ha ancora sovvertito gli acquisti tradizionali. 

Il teleconsulto soprattutto con il veterinario di fiducia

Altrettanto corposo il capitolo che la survey statunitense dedica alla disponibilità da parte dei proprietari a ricorrere ai consulti a distanza. Come sostengono gli autori, infatti, per i veterinari la telemedicina potrebbe rappresentare una chiave per inserirsi nel filone complessivo del mercato digitale con diversi vantaggi (per esempio ampliando l’accesso alle cure, favorendo un approccio ottimale anche agli animali più anziani o più aggressivi, disponendo di una maggiore flessibilità oraria). In quest’ottica, in base a un modello di valutazione choice experiment, l’indagine attesta che i proprietari di cani e di gatti sono disposti a pagare un consulto a distanza, soprattutto con il proprio veterinario di fiducia o con un veterinario che appartenga alla propria comunità, e che per una visita in telemedicina con il proprio veterinario sono disposti a sostenere una spesa maggiorata di circa 38 dollari (che scendono a 13,38 dollari per i proprietari di cani e a 12,74 dollari per i proprietari di gatti per un teleconsulto con un veterinario che non sia quello abituale, ma che appartenga comunque alla propria comunità). Quello che emerge, in pratica, è che in ambito veterinario la telemedicina viene considerata un servizio aggiuntivo, ma che, quanto meno negli Usa, resta ancora fortemente legato al territorio.

Reference

Olynk Widmar N, Bir C, Slipchenko N, Wolf C, Hansen C, Ouedraogo F. Online procurement of pet supplies and willingness to pay for veterinary telemedicine. Preventive Veterinary Medicine, Volume 181, 2020, 105073, ISSN 0167-5877, https://doi.org/10.1016/j.prevetmed.2020.105073.

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