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Malattie renali nel cavallo: un approccio scientifico basato sul consensus ECEIM

Malattie renali nel cavallo: un approccio scientifico basato sul consensus ECEIM

Il consenso dell'European College of Equine Internal Medicine (ECEIM) offre un'analisi approfondita su eziopatogenesi, diagnosi e gestione delle malattie renali equine.

Le malattie renali nei cavalli rappresentano una sfida clinica significativa, spesso sottodiagnosticata a causa della natura subclinica delle prime fasi della patologia. Il consenso dell’European College of Equine Internal Medicine (ECEIM) offre un’analisi approfondita su eziopatogenesi, diagnosi e gestione delle malattie renali equine, delineando le migliori pratiche basate sull’evidenza scientifica e sull’esperienza clinica degli esperti del settore.

Le patologie renali nel cavallo si suddividono principalmente in insufficienza renale acuta (AKI, Acute Kidney Injury) e malattia renale cronica (CKD, Chronic Kidney Disease).

L’insufficienza Renale Acuta (AKI): è caratterizzata da un danno renale improvviso e può derivare da ischemia, nefrotossicità o infiammazione sistemica. Tra i fattori di rischio vi sono disidratazione, ipovolemia, sepsi ed esposizione a farmaci nefrotossici come gli aminoglicosidi e i FANS. L’AKI rappresenta un continuum che va dal danno renale iniziale a insufficienza renale conclamata, rendendo fondamentale una diagnosi precoce.

La Malattia Renale Cronica (CKD) rappresenta invece una condizione progressiva e irreversibile che può derivare da episodi pregressi di AKI, infezioni renali, nefrolitiasi o disordini metabolici. Spesso diagnosticata tardivamente, porta a una progressiva perdita della funzione renale con conseguenze sistemiche, tra cui squilibri elettrolitici e alterazioni metaboliche.

Diagnosi: dalle tecniche convenzionali ai biomarcatori emergenti

La diagnosi precoce delle malattie renali nel cavallo è complessa, poiché i segni clinici iniziali possono essere vaghi o assenti. I parametri diagnostici convenzionali includono l’azotemia, l’analisi delle urine, l’ecografia dei reni e infine la scintigrafia.

L’azotemia rivela l’aumento di urea e creatinina nel sangue come principali indicatori di compromissione renale, anche se diventa evidente solo quando la funzionalità renale è già compromessa per circa il 75%. L’analisi delle urine, che permette di valutare il peso specifico, la proteinuria e la presenza di sedimenti anomali. Un’urinocoltura può essere utile in caso di sospetta infezione renale. 

L’ecografia renale, utile per identificare cambiamenti strutturali come nefrolitiasi, idronefrosi o atrofia renale, dove l’uso del Doppler può aiutare nella valutazione della perfusione renale. La scintigrafia renale con 99mTc-DTPA, una metodica avanzata per misurare la filtrazione glomerulare, particolarmente utile nei casi di danno unilaterale. Recentemente, l’attenzione si è focalizzata su biomarcatori innovativi come la symmetric dimethylarginine (SDMA) e la neutrophil gelatinase-associated lipocalin (NGAL), che potrebbero migliorare la diagnosi precoce delle patologie renali prima che si verifichi un significativo aumento della creatinina sierica. Tuttavia, la loro applicazione clinica nei cavalli richiede ulteriori studi.

Strategie di trattamento e gestione clinica

Il trattamento delle patologie renali equine si basa principalmente sulla correzione dei fattori predisponenti e sul supporto della funzione renale residua.

Una fluido-terapia intensiva risulta essenziale per il ripristino della perfusione renale nei casi di AKI. 

L’uso di soluzioni bilanciate è preferibile rispetto alle soluzioni ipotoniche, e in alcuni casi si possono impiegare diuretici come la furosemide per stimolare la diuresi nei cavalli oligurici o anurici. La modifica della dieta è necessaria nei cavalli con CKD poiché l’alimentazione deve essere adattata per ridurre il carico renale, con una limitazione del calcio (es. evitare il fieno di erba medica) e l’aggiunta di grassi e carboidrati per mantenere il peso corporeo. L’uso di integratori a base di acidi grassi omega-3 e antiossidanti potrebbe rallentare la progressione della malattia.

L’uso prudente di farmaci nefrotossici: è fondamentale evitare o limitare l’uso di FANS e antibiotici nefrotossici nei cavalli a rischio. L’uso concomitante di più farmaci nefrotossici aumenta esponenzialmente il rischio di AKI. 

Infine, in particolari situazioni (conteso universitario di ricerca) sono stati adottati trattamenti avanzati: in alcuni casi selezionati, la dialisi peritoneale è stata impiegata con successo per ridurre l’azotemia nei cavalli con AKI grave, anche se il suo utilizzo rimane limitato per ragioni logistiche e di costo. La dialisi extracorporea non è attualmente disponibile per i cavalli.

Prognosi e considerazioni finali

La prognosi delle patologie renali equine varia a seconda della gravità del danno renale e della tempestività della diagnosi. Nei cavalli con AKI, il recupero è possibile se la patologia viene riconosciuta precocemente e trattata in modo aggressivo. Tuttavia, la transizione verso CKD è un rischio significativo e può ridurre la longevità dell’animale.

Nei casi di CKD, la gestione a lungo termine può garantire una qualità di vita accettabile per diversi anni, ma una volta che la creatinina sierica supera i 4-5 mg/dL, la prognosi diventa riservata. I cavalli con CKD avanzata possono manifestare ipertensione, perdita di peso progressiva e ridotta resistenza agli sforzi.

Il consenso dell’ECEIM sottolinea l’importanza di un approccio multidisciplinare che combini diagnosi precoce, strategie di trattamento mirate e un attento monitoraggio della funzione renale per migliorare la gestione clinica dei cavalli affetti da malattie renali. La ricerca futura dovrebbe concentrarsi sull’identificazione di biomarcatori più sensibili e sulla valutazione di nuove strategie terapeutiche volte a preservare la funzione renale nei cavalli affetti da AKI e CKD.

Reference

van Galen G, Divers TJ, Savage V, Schott HC 2nd, Siwinska N. ECEIM consensus statement on equine kidney disease. J Vet Intern Med. 2024 Jul-Aug;38(4):2008-2025. doi: 10.1111/jvim.17101.

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