Il ruolo del microbiota nelle malattie gastrointestinali del cane

Una review della letteratura pubblicata su Frontiers in Veterinary Science sottolinea l'importanza del ripristino del microbiota fisiologico può contribuire al miglioramento dei sintomi in presenza di patologie gastrointestinali.

Pubblicato il
, diSilvano Marini

Una review della letteratura sulla rivista Frontiers in Veterinary Science fa il punto sulle conoscenze attuali, descrivendo i cambiamenti della flora batterica intestinale che si verificano in corso di malattia e le opzioni per ripristinare l’assetto fisiologico

Nel cane, soprattutto in presenza di una patologia gastrointestinale, il ripristino del microbiota fisiologico può contribuire al miglioramento dei sintomi e rappresentare un trattamento aggiuntivo alla terapia standard. Nonostante si tratti di un ambito in evoluzione, ruotano attorno a questa ipotesi gli studi che stanno cercando di decifrare il ruolo svolto dalla flora batterica intestinale nelle malattie che colpiscono il tratto digerente del cane. A fare il punto sulle conoscenze attuali è una review della letteratura pubblicata su Frontiers in Veterinary Science.

Gli effetti sul microbiota della dieta e dell’età

Descrivendo le funzioni del microbiota, la review sottolinea che le caratteristiche della flora batterica si modificano lungo il tratto digestivo in base a specifiche esigenze funzionali e che la ricchezza e l’abbondanza dei batteri aumentano in modo esponenziale nel lume intestinale. Nel cane sano il microbiota fecale presenta tre phyla dominanti: Fusobacterium, Bacteroidetes e Firmicutes. Questo assetto è relativamente stabile, ma diversi fattori possono modificarlo. Nella review vengono per esempio descritti gli effetti legati alla classica dieta estrusa a base di crocchette, da quella sempre più diffusa a base di carne cruda e da quella casalinga che comprende carne e verdure. Nonostante gli studi sui cani anziani siano piuttosto scarsi, viene anche fatto notare che la vecchiaia sembra accompagnarsi a una riduzione della diversità batterica

Assetto del microbiota e patologie intestinali

Se la dieta, l’età e altri fattori ambientali possono modificare la composizione del microbiota, in presenza di uno stato patologico le alterazioni sono più significative. La review sottolinea infatti che il microbiota intestinale risulta alterato nelle forme di diarrea sia acuta sia cronica. Nella diarrea acuta non complicata, per esempio, il cane manifesta una riduzione significativa di specie che producono acidi grassi a catena corta come Blautia, Ruminococcus, Faecalibacterium prausnitzii e Turicibacter, con incremento del genere Clostridium. In questo modo la diversità microbica si riduce e la flora batterica appare molto diversa da quella del cane sano. Alterazioni analoghe si manifestano nella diarrea emorragica acuta, con riduzione dell’abbondanza di Ruminococcaceae e Faecalibacterium spp., anche se in questo caso è emersa un’associazione con il Clostridium perfringens e con la tossina netF, alla quale sarebbe da attribuire le lesioni necrotiche.

La riduzione della diversità batterica caratterizza anche le enteriti croniche come le malattie infiammatorie intestinali, in cui si riduce l’abbondanza dei phyla Fusobacteria e Bacteroidetes, in particolare le famiglie Bacteroidaceae e Prevotellaceae. Nel phylum Firmicutes appaiono invece diminuite le famiglie Ruminococcaceae, Veillonellaceae e Lachnospiraceae. Dato il loro ruolo nella produzione di acidi grassi a catena corta, il decremento di questi taxa batterici riduce significativamente la principale fonte energetica dei colonociti.

Le opzioni per il ripristino del microbiota

La review si conclude con una panoramica sulle opzioni per il ripristino del microbiota fisiologico. Ribadite le controindicazioni degli antibiotici, vengono presentate le caratteristiche di prebiotici, probiotici e sinbiotici. Se nel cane alcune fibre vegetali (patata, soia e prodotti a base di inulina) hanno mostrato un’azione prebiotica e la capacità di modificare il microbiota, i probiotici non colonizzano l’intestino, ma la loro azione benefica è da attribuire ai metaboliti che producono durante il transito nel tratto intestinale. Nei casi di malattia infiammatoria intestinale, infatti, vengono spesso raccomandati come trattamento aggiuntivo alla terapia immunosoppressiva. Nonostante appaiano promettenti nell’infezione da C. difficile nell’uomo, i dati sul trapianto del microbiota fecale nel cane necessitano ancora di approfondimenti.

Reference

Pilla R, Suchodolski JS. The Role of the Canine Gut Microbiome and Metabolome in Health and Gastrointestinal Disease. Front Vet Sci. 2020;6:498. Published 2020 Jan 14. doi:10.3389/fvets.2019.00498

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