/
/
Il rischio sordità nei cani dal lavoro: tre casi emblematici

Il rischio sordità nei cani dal lavoro: tre casi emblematici

Attraverso tre casi clinici emblematici di perdita dell'udito indotta dal rumore, uno studio pubblicato sulla rivista Topics in Companion Animal Medicine sottolinea l'importanza di controlli periodici, soprattutto nei cani da lavoro.

Uno studio anglo-statunitense, pubblicato sulla rivista Topics in Companion Animal Medicine, descrive la storia clinica di tre animali con diagnosi di perdita dell’udito indotta dal rumore, sottolineando quanto siano importanti i controlli periodici

Accade spesso che nel cane la sordità venga sottovalutata, anche perché la diagnosi dipende prima di tutto dal fatto che il proprietario si renda conto che qualcosa non va, e questo avviene in genere quando il processo è già in fase avanzata. Il problema assume ulteriore rilievo nei cani da lavoro, in quanto la compromissione dell’udito ostacola la loro capacità di interagire con il conduttore e di rispondere ai suoi comandi. Pubblicato sulla rivista Topics in Companion Animal Medicine, uno studio anglo-statunitense descrive tre casi clinici emblematici, proponendo un approfondimento sulla perdita dell’udito indotta dal rumore.

I tre casi clinici sulla perdita dell’udito indotta dal rumore

Il primo caso riguarda uno Springer Spaniel di 6 anni, addestrato come cane da fiuto per le forze di polizia. Da qualche tempo l’animale risponde ai comandi soltanto quando l’ordine è accompagnato da gesti della mano. All’anamnesi emerge che il cane ha vissuto a lungo in un canile comune: si tratta di una informazione indicativa, dato che l’esposizione cronica al rumore del canile può determinare un innalzamento temporaneo o permanente della soglia uditiva. La valutazione fisica e neurologica non evidenzia anomalie e il cane non presenta una storia di otite o di traumi. La risposta ai potenziali evocati uditivi del tronco encefalico (BAER test) fa emergere sordità bilaterale. Al follow-up il danno risulta permanente, ma il cane continua a lavorare, in quanto si è adattato a rispondere ai segnali manuali.

Il secondo caso coinvolge una Labrador Retriever di 9 anni, utilizzata come cane da caccia, che non risponde più ai comandi come in passato. Esposto a 40-50 spari all’anno, l’animale fatica a sentire un fischio a 100 metri di distanza. L’anamnesi è negativa per otite o traumi fisici e all’esame fisico e alla visita neurologica non emergono problemi significativi, ma gli approfondimenti strumentali attestano un danno uditivo bilaterale. Non è possibile comunque proseguire con gli accertamenti, in quanto l’animale non partecipa al follow-up.

Al centro del terzo caso c’è un pastore belga Malinois di 4 anni. Si tratta di un cane poliziotto che durante un addestramento è stato esposto a una serie di colpi d’arma da fuoco. Non è la prima volta che accade, ma durante un esercizio successivo l’animale ha iniziato a non rispondere ai comandi verbali. Durante la visita l’udito sembra in parte recuperato e non emergono anomalie all’esame fisico-neurologico. Il test dei potenziali evocati uditivi fa emergere una perdita unilaterale dell’udito. Si imposta un trattamento con integratori orali quotidiani: complesso vitaminico B, vitamina E (400 UI/die) e N-acetil-cisteina (600 mg/die). Due mesi dopo il BAER test mostra il recupero dell’udito e l’animale risponde adeguatamente ai comandi vocali.

Necessari parametri di valutazione per i controlli periodici

Secondo gli autori, questi tre casi clinici devono spingere il veterinario a tenere sempre presente l’ipotesi di una perdita dell’udito indotta dal rumore, soprattutto nei cani da lavoro. Il danno, infatti, può essere temporaneo e un intervento precoce può consentire un recupero soddisfacente. All’origine del problema ci possono essere diversi tipi di trauma acustico – dal rumore dei canili a quello delle armi da fuoco – ma è probabile che i cani da lavoro siano esposti cronicamente ad altri suoni potenzialmente traumatici, come il rumore del traffico, degli elicotteri, delle sirene o del pubblico degli eventi sportivi. 

In ogni caso, disporre dei dati di studi prospettici potrebbe consentire di stabilire parametri di valutazione precisi per i controlli periodici dell’udito in questi cani, favorendo una diagnosi sempre più tempestiva. Nonostante l’impiego di  N-acetil-cisteina e complessi vitaminici abbia mostrato qualche beneficio, infatti, al momento non esistono trattamenti efficaci per la sordità da rumore e l’unica arma è la prevenzione.

Reference

Schneider DC, Foss KD, De Risio L, Hague DW, Mitek AE, McMichael M. Noise-Induced Hearing Loss in 3 Working Dogs. Top Companion Anim Med. 2019;37:100362. doi:10.1016/j.tcam.2019.100362

Ti consigliamo anche
Cane
Lock-Locked
Cane
Lock-Locked
Cavallo
Lock-Locked
Cane
Lock-Locked