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Il cane come fonte di supporto emotivo e sociale per il proprietario

Il cane come fonte di supporto emotivo e sociale per il proprietario

Uno studio condotto all’Università di Barcellona pubblicato sulla rivista Frontiers in Psychiatry ha valutato la quantità e la qualità del conforto offerto dal pet anche nei momenti più difficili come quelli che hanno caratterizzato il lockdown.

Proverbialmente il cane rappresenta una fonte di compagnia e di conforto per il proprietario, ma non è mai stato quantificato quanto tutto questo si possa davvero tradurre in un reale supporto emotivo e sociale: un aiuto – per intenderci – del genere che consente di affrontare un momento difficile come la perdita di un familiare o di una persona cara. Proprio l’elaborazione del lutto è stato uno dei processi emotivi che hanno maggiormente risentito dell’esplosione della pandemia. Dalle restrizioni nei rapporti sociali ai lockdown, fino alla limitazione e alla sospensione dei funerali, sono venute a mancare le occasioni di condividere il cordoglio con gli altri e di sfogare il dolore. Tutto questo mentre le misure di contenimento del contagio riducevano in modo drastico anche i servizi di counseling psicologico, con il rischio di alimentare anche eventuali vulnerabilità preesistenti. 

In questo scenario, il cane può contare su due delle più importanti caratteristiche che qualificano il supporto sociale: l’accessibilità e la vicinanza, con la condivisione delle attività e l’interdipendenza reciproca. Ma per il proprietario il cane può diventare anche un “confidente” al quale rivelare i pensieri più intimi, senza contare che anche il contatto fisico è importante per il supporto sociale e che per molte persone l’opportunità di prendersi cura degli altri ha un effetto positivo in termini psicologici.

È per queste ragioni che uno studio condotto all’Università di Barcellona e pubblicato su Frontiers in Psychiatry ha cercato di caratterizzare il supporto sociale che i cani forniscono al proprio proprietario, nell’ipotesi che questo tipo di aiuto sia confrontabile a quello che si ottiene dalle altre persone e che si tratti di un appoggio morale che cresce nei periodi di crisi.

Le due fasi dell’indagine spagnola e i rispettivi risultati

L’indagine spagnola si è svolta in due fasi. In un primo tempo, un anno prima dell’esplosione della pandemia, i dati raccolti da 501 intervistati avevano l’obiettivo di stabilire il tipo e il livello dei supporto che i proprietari si aspettano dal proprio cane; in un secondo tempo, durante il periodo iniziale del lockdown in Spagna, una serie di 794 interviste online intendeva verificare gli effetti di un momento di particolare difficoltà sul livello di supporto richiesto al proprio pet.

Dal primo giro di interviste è emerso che la grande maggioranza di chi possiede un cane fa molto affidamento sull’aiuto che il proprio animale da compagnia può fornirgli nei momenti difficili: trae conforto dal contatto fisico, condivide con lui diverse attività e lo tratta come un confidente, alla stessa stregua di un amico o di un familiare. A questi, che sono altrettanti cardini del supporto sociale, si aggiunge il vantaggio che l’animale da compagnia presenta una maggiore accessibilità rispetto alle persone. 

Dalla seconda fase dell’indagine è emerso che durante il lockdown i proprietari hanno condiviso un numero maggiore di attività con il proprio cane, lo hanno abbracciato più spesso e lo hanno considerato più di frequente come una fonte di compagnia e di conforto. È accresciuto anche il ricorso al proprio cane come confidente, per quanto altri aspetti del supporto sociale siano aumentati meno delle attese, probabilmente per l’incremento del ricorso alle video-call con familiari e amici.

Il cane come fonte impagabile di supporto emotivo e sociale

In buona sostanza, i risultati dello studio spagnolo confermano che i proprietari trattano il proprio cane da compagnia come una fonte di supporto sociale che riassume in sé una combinazione impagabile di caratteristiche: la possibilità di ottenere sempre una risposta emotiva, l’opportunità del contatto fisico e la disponibilità ad ascoltare confessioni personali senza emettere giudizi o fare domande, indipendentemente dalla causa del malessere. In più, a differenza di quanto accade con le altre persone, il cane offre un’accessibilità immediata. Tutto questo vale anche per i momenti più duri, come quelli che hanno caratterizzato il lockdown, in cui il cane rappresenta un’occasione di contatto fisico che fa sentire meno il peso dell’isolamento sociale.

Reference

Bowen J, Bulbena A, Fatjó J. The Value of Companion Dogs as a Source of Social Support for Their Owners: Findings From a Pre-pandemic Representative Sample and a Convenience Sample Obtained During the COVID-19 Lockdown in Spain. Front Psychiatry. 2021;12:622060. Published 2021 Apr 14. doi:10.3389/fpsyt.2021.622060

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