I gatti anziani preferiscono il cibo caldo

La vita dei gatti domestici è andata via via allungandosi, ma l’invecchiamento porta con sé alcune problematiche anche nell’alimentazione. Uno studio pubblicato sul Journal of Veterinary Behavior dimostra come la temperatura alla quale si offre il cibo sia una variabile importante.

Pubblicato il
, diSusanna Trave

Grazie alle cure veterinarie sempre più all’avanguardia e alla crescente attenzione all’alimentazione la vita media dei gatti domestici si è via via allungata. 

L’età avanzata, però, comporta cambiamenti significativi nel metabolismo e nella composizione corporea del gatto, tratto ben noto anche negli esseri umani. Alcuni studi dimostrano nei felini domestici un aumento dell’inappetenza con l’avanzare dell’età che porta a malnutrizione e, di conseguenza, sono necessari metodi per migliorare l’assunzione di cibo. 

Oltre alla diminuzione dell’olfatto e del gusto i gatti anziani spesso soffrono di malattie parodontali che causano dolore e anche una diminuzione della capacità di digerire il cibo (in particolare grassi e proteine). È quindi necessario tenere in considerazione tutti questi fattori nella produzione di alimenti appropriati per gatti anziani, in modo tale che ricevano i nutrienti e le calorie necessari a garantirgli una vita sana. 

Dimostrare se la temperatura a cui è servito il cibo può influenzare la preferenza alimentare nei gatti domestici anziani (età > di 7 anni) è stato lo scopo di uno studio pubblicato sul Journal of Veterinary Behavior.

I dati ottenuti dimostrano che i gatti preferiscono il cibo a una temperatura simile a quella corporea (37°) il che potrebbe essere correlato alla temperatura alla quale le prede fresche verrebbero consumate. I gatti sono infatti stati addomesticati da un periodo di tempo più breve rispetto ai cani e condividono ancora molti tratti con i loro antenati selvatici, inclusa la tendenza a cacciare e consumare diversi piccoli pasti durante il giorno quando vengono nutriti ad libitum e la preferenza per il cibo servito ad una temperatura vicina a quella di prede fresche.

Temperatura del cibo e appetibilità

Poiché la temperatura influenza sia la consistenza del prodotto sia il profilo aromatico, lo studio ha anche preso in considerazione l’impatto della temperatura sulla viscosità del sugo (rimasta invariata a tutte le temperature) e sul profilo volatile rilasciato dal prodotto (dove l’aumento maggiore è stato riscontrato per gli acidi e il calo maggiore per i furani).

Le temperature che sono state valutate sono 6, 21 e 37 °C e sono state confrontate tra loro 6 °C contro 21 °C, 6 °C contro 37 °C e 21 °C contro 37 °C usando un test della differenza di due ciotole.

È stata anche analizzata la percentuale di composti volatili rilasciati a ciascuna temperatura utilizzando la microestrazione in fase solida dello spazio di testa e la spettrometria di massa in gas cromatografia. 

Questo lavoro dimostra una netta preferenza del cibo umido più caldo con una significativa differenza sia con la temperatura più bassa, ritenuta la meno preferita, ma anche con la temperatura intermedia. Questo fattore potrebbe essere molto significativo perché cibi umidi e caldi sono molto utilizzati anche per la cura dell’anoressia nel gatto e, di conseguenza, potrebbe influire positivamente anche sull’animale anziano

Il calore influenza anche la percezione del gusto 

Oltre al fatto che il cibo più caldo è ritenuto più appetibile dai gatti, l’aumento della temperatura causa anche variazioni nel profilo volatile del prodotto che potrebbero quindi rendere più desiderabile il pasto

Nelle analisi risulta, in particolare, che l’acido esanoico aumenta alle temperature più alte; questo composto potrebbe avere un impatto positivo sulla appetibilità. Un altro componente che aumenta sono i solforati responsabili del sapore della carne e di conseguenza anch’essi rendono il cibo più allettante. 

Al contrario con l’aumento della temperatura diminuiscono i terpeni, che invece hanno un odore sgradevole per il gatto perché responsabili del caratteristico profumo delle piante agrumate e presenti, per esempio, nella buccia d’arancio.

Inoltre è stato rilevato che il TRPM5 (recettore transitorio del canale ionico), importante nella trasduzione del gusto, è attivato dal calore. Infatti a temperature più elevate (15°-35°) induce una maggiore sensibilità ai composti dolci. Pertanto, il cibo riscaldato può anche aumentare l’attrattiva modificando e/o migliorando il profilo del gusto.

Spunti preziosi per la ricerca alimentare

In conclusione, gli autori sottolineano che i dati riportati sono particolarmente preziosi per l’alimentazione dei gatti anziani che non sono in grado di mantenere un peso corporeo sano a causa dell’inappetenza. Sapere che i gatti che invecchiano preferiscono i prodotti umidi e più caldi rispetto alla temperatura ambiente fornisce spunti preziosi che possono essere utilizzate per creare nuove linee guida per l’alimentazione da utilizzare sia in gatti anziani sia in gatti sottopeso, promuovendone la salute, il benessere e il giusto apporto calorico.

Reference

Eyre R, Trehiou M, Marshall E, Carvell-Miller L, Goyon A, McGrane S. Aging cats prefer warm food. Journal of Veterinary Behavior, 2022; 47:86-92. https://doi.org/10.1016/j.jveb.2021.09.006.

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