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I cambiamenti della risposta immunitaria innata nel cavallo che invecchia

I cambiamenti della risposta immunitaria innata nel cavallo che invecchia

Nel cavallo l’invecchiamento non si ripercuote solo sulla risposta immunitaria adattativa, ma anche sull’efficienza della risposta innata.

Uno studio condotto all’Università del Kentucky e pubblicato sulla rivista Veterinary Immunology and Immunopathology mette in luce che le modifiche non riguardano soltanto la risposta immunitaria adattativa

Per il cavallo il confine tra età adulta e età geriatrica viene in genere collocato a 15 anni di età. È infatti a partire da questo momento che inizia a manifestarsi il declino di diversi processi fisiologici, con il conseguente aumento del rischio di morbilità e mortalità. Dato che il numero di cavalli in età geriatrica è in costante aumento – secondo un’indagine del 2015, il 45% circa degli allevamenti di equini negli Usa ha almeno un cavallo di età ≥ 20 anni – per i proprietari e per i veterinari è sempre più importante comprendere come prendersi cura del cavallo che invecchia.

Uno degli aspetti più rilevanti dell’ageing equino è l’efficienza del sistema immunitario. Diversi studi hanno dimostrato che nel cavallo la risposta immunitaria declina con l’invecchiamento e molte ricerche hanno messo in luce aspetti come il ruolo dell’infiammazione cronica subclinica (inflamm-aging) e la perdita di efficienza del sistema immunitario (immunosenescenza) dell’organismo che invecchia. In effetti la pratica suggerisce che spesso i cavalli geriatrici non reagiscono adeguatamente a certe infezioni – come per esempio l’Herpes virus equino di tipo 1 – e presentano titoli anticorpali ridotti dopo la vaccinazione contro l’influenza equina. Se quindi è fondamentale appurare come si modifica la risposta immune adattativa con l’avanzare dell’età, finora l’impatto dell’invecchiamento sull’immunità innata del cavallo è stato studiato soprattutto alla luce del ruolo interpretato dai linfociti. A proporre un approfondimento più ampio e dettagliato è stato uno studio condotto all’Università del Kentucky a Lexington, pubblicato sulla rivista Veterinary Immunology and Immunopathology.

Materiali, metodi e risultati dello studio statunitense

Per comprendere meglio gli effetti dell’età sull’immunità innata nel cavallo, nello studio statunitense sono stati analizzati i campioni ematici di 12 cavalli adulti (10-16 anni, età media 13 anni) e di 10 cavalli geriatrici (18-26 anni, età media 21,7 anni), valutando la mieloperossidasi plasmatica, la conta ematica completa e l’espressione del recettore per le citochine in risposta a una stimolazione in vitro con Rhodococcus equi ed Escherichia coli inattivati, e con PMA/ionomicina. L’espressione del gene è stata valutata tramite RT-PCR per IFNγ, IL-1β, IL-6, IL-8, IL-10, IL-12α, IL-13, IL- 17α, TLR2, TLR4, TNFα. Per tenere conto di ogni possibile influenza di ACTH, insulina o peso corporeo, lo studio ha valutato anche la funzione endocrina e i parametri ponderali. 

Venendo ai risultati, il gruppo dei cavalli geriatrici ha presentato concentrazioni più basse di mieloperossidasi plasmatica e una conta più bassa dei monociti (anche se quest’ultima è risultata meno significativa dopo la rimozione dei valori anomali). Rilevanti anche le differenze nell’espressione del recettore per le citochine: rispetto ai cavalli adulti, i cavalli geriatrici hanno infatti presentato un’espressione più elevata di TNFα dopo la stimolazione con R. equi inattivato e un’espressione più ridotta di IL-17α dopo la stimolazione con PMA/ionomicina.

Il meccanismo compensatorio dell’organismo che invecchia

Come sottolineano gli Autori, questi dati confermano che nel cavallo l’invecchiamento non si ripercuote soltanto sulla risposta adattativa, ma anche sull’efficienza della risposta innata e che i cambiamenti registrati nel gruppo di cavalli geriatrici rappresentano probabilmente il risultato di un meccanismo compensatorio che l’organismo mette in atto per produrre una risposta immunitaria anche in presenza di un’attività deficitaria dei neutrofili e/o di una bassa conta dei monociti. Quanto basta, insomma, per considerare lo studio dell’Università del Kentucky come il punto di partenza per ulteriori studi.

Reference

Miller AB, Loynachan AT, Barker VD, Adams AA. Investigation of innate immune function in adult and geriatric horses. Veterinary Immunology and Immunopathology, Volume 235,2021, https://doi.org/10.1016/j.vetimm.2021.110207

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