NUTRIZIONE

Equini: una dieta ricca in amido altera il microbiota e modifica il comportamento

Una dieta ricca in amido ha dimostrato, nei cavalli, di alterarne non solo il profilo batterico intestinale ma anche, contestualmente, il comportamento e, in particolare, l’irrequietezza e l’ansia degli animali.

Pubblicato il
, diSilvia Radrezza

Una dieta ricca in amido non soltanto altera il microbiota intestinale degli equini, ma anche ne aumenta la reattività e l’inquietudine.

A dimostrarlo è lo studio di Louise S. Bulmer e colleghi, recentemente pubblicato su Scientific Reports

La comunicazione intestino-cervello (nota come asse intestino-cervello) mediata dal microbiota è oggetto di crescente interesse anche in ambito veterinario per le innumerevoli implicazioni ad essa correlate. 

D’altro canto, è altrettanto importante considerare i fattori che influenzano il microbiota, dieta in primis, e, di conseguenza, questo dialogo. 

Un’alimentazione ricca di grassi, per esempio, ha dimostrato non solo di alterare la permeabilità della barriera intestinale, ma anche di impattare negativamente sulla fisiologia e funzionalità cerebrale in vivo. 

Fibre e amidi nella dieta dei cavalli

Per gli equini, si è da tempo registrato un aumento di reattività in associazione a un più elevato consumo di amidi quando, per anatomia, sarebbe più adatta un’alimentazione a base di fibre e povera di amidi. Il supplemento di nutrienti amidacei ha d’altro canto mostrato vantaggi nel fornire l’energia che performance atletiche richiedono.

Ma come si spiega questo cambio di comportamento in risposta alla dieta? I ricercatori hanno quindi cercato di rispondere comparando il microbiota fecale e il relativo comportamento (ansia, paura, agitazione ecc.) di 10 pony alimentati per 14 giorni con un alto apporto di amido (HS) e, successivamente, fibre (HF) (o viceversa, studio di cross-over 2×2). 

I risultati dello studio

Partendo dalla valutazione comportamentale, si è affermato in generale uno stato più teso, nervoso e insicuro nel gruppo in HS. Infatti:

  • nel gruppo HS i cambi di andatura sono stati significativamente superiori rispetto alla controparte spendendo, di contro, meno tempo esplorando ciò che li circondava o stando eretti
  • aumentato con la dieta HS il periodo di allerta se esposti a nuovi input soprattutto alla fine dello studio. Andamento contrario per quelli in HF che hanno invece mostrato un progressivo rilassamento

Esaminando poi il microbiota dei 20 campioni ottenuti dai due gruppi:

  • diversità e ricchezza totale inferiore nel gruppo HS
  • la struttura batterica si è dimostrata essere dieta-dipendente con una chiara correlazione al comportamento dell’esemplare. Passando a una dieta HF si è infatti registrato un aumento nel tempo di esplorazione, di cambio di passo invece con quella HS
  • 5 Phila hanno mostrato di coprire oltre il 97% dell’abbondanza totale tra i quali spiccano Firmicutes e Bacteroidetes
  • l’abbondanza di 85 OTUs ha dimostrato una correlazione significativa con la dieta
  • tra gli OTUs più rispondenti alla dieta, 18 sono risultati appartenere al Firmicutes phylum, uno al Bacteroidetes e uno a Proteobacteria
  • 17 dei 18 OTUs del phylum Firmicutes sono risultati della classe di Clostridia e ordine Clostridiales. Il rimanente a Bacilli, ordine Lactobacilli 
  • tra i Clostridiales, tre hanno poi dimostrato di appartenere alla famiglia Lachnospiraceae, dieci a Ruminococcaceae, uno a Christensenellaceae, tre al genere Oscillospira, e i rimanenti a generi e famiglie non classificate
  • la famiglia Christensenellaceae ha mostrato un significativo decremento associato alla dieta HS
  • tra i Firmicutes, Streptococcus è risultato invece notevolmente più espresso con la dieta HS

Conclusioni

La dieta ricca in amido ha quindi dimostrato, anche nei cavalli, di alterarne non solo il profilo batterico intestinale ma anche, contestualmente, il comportamento

Come ipotizzato, un aumento di amido ha aumentato l’irrequietezza e l’ansia degli animali. Ulteriori approfondimenti che vadano a coinvolgere, per esempio, anche una valutazione metabolica-funzionale sono tuttavia necessari.

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