Effetti della tilosina sul microbioma dei cani

La tilosina ha mostrato di indurre una riduzione anche dei cosiddetti ceppi batterici “buoni” e di metaboliti essenziali per l’equilibrio delle cellule intestinali.

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, diRedazione

In cani con enteropatia cronica il trattamento con il prebiotico tilosina ha mostrato una certa efficacia. Nonostante sia ampiamente utilizzata in ambito veterinario, per la sua ormai confermata attività antibiotica,  la tilosina somministrata nei cani ha mostrato di indurre una riduzione anche di ceppi batterici “buoni” (per esempio i lattobacilli) e di metaboliti essenziali per l’equilibrio delle cellule intestinali.

A dimostrarlo è lo studio italiano di Carlo Pinna e colleghi dell’Università di Bologna, di recente pubblicato su Animals. 

Tra tutti i disordini gastrointestinali cronici dei cani, l’enteropatia responsiva ad antibiotici (ARE) è uno dei più comuni. Il trattamento antibiotico non è però risolutivo e sono frequenti le recidive che richiedono la ripresa della terapia. Tra gli antibiotici più raccomandati troviamo la tilosina (TYL), macrolide utilizzato solo in ambito veterinario, che possiede attività antimicrobica e antinfiammatoria. Il suo effetto sull’intera popolazione batterica rimane però da chiarire. 

A tal proposito, i ricercatori italiani hanno verificato in vitro il suo impatto sul microbioma intestinale di cani sani (n=6) in seguito a monosomministrazione o co-somministrazione con frutto-oligosaccaridi (FOS), galatto-saccaridi (GOS) o xylo-oligosaccaridi (XOS), prebiotici dai dimostrati effetti positivi. I regimi dietetici sono stati nel dettaglio i seguenti: 

  • controllo (no supplementi); 
  • FOS; 
  • GOS; 
  • XOS;
  • TYL+FOS; 
  • TYL+GOS; 
  • TYL+XOS. 

Dopo 4 settimane di dieta e il prelievo dei campioni, ecco i risultati. 

Confrontando i parametri chimici e i metaboliti nei diversi gruppi di trattamento si è visto come, dopo 6 o 24 ore di incubazione:

  • il pH è aumentato nel gruppo TYL (5,75 vs 6,10) e ridotto in quelli prebiotici (5,84 vs 6,18) rispetto ai controlli. La concentrazione di ammoniaca si è invece ridotta sia con TYL sia con prebiotici (-6% e 7,2% rispettivamente) 
  • i livelli di acidi grassi volatili (VFA) nei campioni  con TYL si sono ridotti (-34%). Un moderato aumento, non statisticamente significativo si è invece visto nei gruppi con prebiotici (+2,1%) a 6 ore, mentre a 24 ore questi  contenevano concentrazioni più elevate di n-butirrato (+24%) 
  • significative interazioni tra prebiotici e TYL sono state registrate in relazione ad acetato, propionato, isovalerato e isobutirrato. In particolare, a 6 ore l’acetato ha mostrato una riduzione in tutti i regimi (eccetto per XOS) con effetti accentuati dalla combinazione di TYL+PRE. A 24 ore la riduzione di acetato si è mantenuta solo in seguito a co-somministrazione. I maggiori effetti della co-somministrazione (eccetto che per TYL-GOS) sono stati registrati per isovalerato e isobutirrato, entrambi ridotti. TYL-GOS, infatti, ha mostrato di incrementare la concentrazione di n-butirrato, quella di XOS quella in generale di VFA
  • in relazione alle ammine biogeniche, TYL ha causato il decremento di putrescina a 6 ore, incrementata invece a 24 ore (+30% con TYL, +7,7% con PRE); la cadaverina ha mostrato un aumento a 6 ore dopo PRE (+20%); spermidina è incrementata dopo TYL a 6 e 24 ore (+137% e 54%), con PRE solo a 24 ore (+91%) mantenendo comunque valori inferiori a quelli osservati con TYL.

Analizzando poi i cambiamenti a livello della popolazione batterica si è visto che:

  • a 24 ore, la monosomministrazione di PRE ha aumentato l’abbondanza di Lactobacillus spp. (2,51 vs 1,88 log10 copie  DNA/ng DNA) e Clostridium cluster I (4,38 vs 4,05 log10 copie/ng) riducendo invece quella di E. coli (4,13 vs 4,52 log10 copie/ng)
  • TYL ha incrementato l’abbondanza di Clostridium cluster I (4,65 vs 3,95 log10 copie/ng) e ridotto quella di lactobacilli (1,65 vs 3,05 log10 copie/ng) dopo 6 ore. Aumento anche di E. coli (4,04 vs 3,44 log10 copie/ng a 6 h; 4,64 vs 3,81 log10 copie/ng a 24 h)
  • interazioni significative tra PRE e TYL in relazione all’abbondanza totale batterica, enterococci, bifidobatteri e Clostridium cluster XIVa a 6 e 24 ore. Il supplemento di PRE ha mostrato di contrastare la riduzione batterica indotta dalla sola TYL. GOS, in particolare, ha mostrato una certa efficacia sia a 6 sia a 24 ore, FOS solo a 6 ore. Sono infatti risultati aumentati i lattobacilli e, in misura minore, Clostridium

In conclusione, dunque, l’antibiotico tilosina ha confermato le sue proprietà antimicrobiche mostrando però un impatto negativo sulla popolazione batterica “buona”. Il supplemento di prebiotici ha, in generale, dimostrato di ristabilire (almeno in parte) l’equilibrio iniziale. Dovrebbe quindi essere prestata maggiore attenzione nella somministrazione di questa terapia. Sono tuttavia necessari ulteriori approfondimenti in presenza di malattia.

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