Uno studio di recente pubblicazione ha dimostrato che le diete preparate in casa per i cani con enteropatie croniche hanno un costo più elevato rispetto alle diete commerciali secche, ma non a quelle umide.
Le enteropatie croniche canine: classificazione e trattamenti
Le enteropatie croniche canine (CCE, Canine Chronic Enteropathy) sono un gruppo eterogeneo di disturbi gastrointestinali primari, e sono caratterizzate da uno o più segni clinici, quali perdita di peso, vomito e diarrea, che persistono almeno per 2-3 settimane. Tipicamente, le CCE vengono distinte in base alla risposta alle diverse tipologie di trattamento; questo tipo di classificazione include l’enteropatia responsiva alla dieta (Food-Responsive Enteropathy, FRE), l’enteropatia antibiotico-responsiva (Antibiotic Responsive Enteropathy, ARE), meglio riferita come enteropatia microbiota-responsiva, e l’enteropatia che risponde all’immunosoppressione (Immunosuppressive Responsive Enteropathy, IRE). . Tra queste, la FRE ha un’incidenza elevata tra le enteropatie non infettive; infatti, circa il 66% dei cani con enteropatia cronica non-infettiva infiammatoria ne è affetto. In questo contesto, il trattamento nutrizionale svolge un ruolo chiave nella gestione della patologia e, attualmente, sono in commercio numerose diete terapeutiche progettate per i cani con FRE:
- le diete con ridotta presenza di antigeni, ovvero diete con pochi ingredienti o con proteine nobili, o anche diete idrolizzate, che abbassano la carica antigenica, riducono l’allergenicità e, di conseguenza, alleviano l’infiammazione gastrointestinale ed i relativi segni clinici;
- le diete con contenuto di grassi basso o molto basso, principalmente impiegate nel trattamento di enteropatie con perdita di proteine, causate dalla linfangectasia intestinale primaria e/o secondaria. La riduzione dell’apporto di grassi e, di conseguenza, del loro assorbimento nell’intestino, favorisce la diminuzione della pressione linfatica intestinale. L’apporto minimo da somministrare, durante questo tipo di approccio nutrizionale, non ha un valore prestabilito; pertanto, è essenziale conoscere la storia clinica del paziente per aggiustare la soglia minima di grassi da inserire nella dieta;
- le diete ricche di fibre possono aumentare la qualità delle feci di cani con diarrea dovuta a patologie dell’intestino tenue e/o del crasso; infatti, le fibre solubili assorbono l’acqua, riducendone le concentrazioni fecali, e le fibre fermentabili fungono da prebiotici, costituendo la fonte energetica delle colonie batteriche residenti nel tratto intestinale;
- le diete altamente digeribili.
Nonostante i documentati benefici delle diete commerciali (Commercially Prepared Diet, CPD) sui cani con CCE, alcuni padroni prediligono la somministrazione di diete preparate in casa (Home Cooked Diets, HCD); tale scelta può essere giustificata dalla percezione di una maggiore efficacia delle HCD, dalla possibilità di controllare gli ingredienti somministrati, dalla mancanza di fiducia nelle aziende produttrici di cibi per animali e, non meno importante, dal desiderio di risparmiare. Infatti, i padroni potrebbero essere sorpresi dai costi elevati associati alle CPD prescritte dai veterinari, soprattutto nei casi di diete idrolizzate; questo li porterebbe a considerare, spesso erroneamente, le HCD come alternative più convenienti. In realtà, questa tipologia di approccio nutrizionale tende ad essere più costosa rispetto ai cibi secchi commerciali, specialmente se progettati per trattare patologie complesse come obesità, diabete e malattia renale cronica. Attualmente, le informazioni sul confronto dei costi tra HCD e CPD per la gestione di condizioni cliniche croniche sono limitate.
Uno studio, recentemente pubblicato su Journal of the American Veterinary Medical Association, ha confrontato i costi associati all’alimentazione con diete preparate in casa e quelli relativi alle diete commerciali da somministrare a cani affetti da CCE.
Analisi comparativa dei costi associati alle diete “home made” e commerciali
Il lavoro ha valutato 6 ricette HCD (2 altamente digeribili, 2 a basso contenuto di antigeni, 2 a basso contenuto di grassi), formulate da due nutrizionisti veterinari certificati, in modo da rispecchiare la composizione ed i profili nutrizionali delle CPD veterinarie per la gestione delle CCE. Il costo (in dollari statunitensi per 100 chilocalorie [kcal]) di ogni ricetta è stato determinato attraverso la somma dei prezzi degli ingredienti (di 3 negozi di alimentari), combinati con i prezzi degli integratori da rivenditori online. I prezzi delle CPD sono stati ottenuti da un rivenditore nazionale online. Il fabbisogno energetico di mantenimento, calcolato utilizzando la formula 1,6x(70xBWkg0,75) con BWkg= peso corporeo in chilogrammi, è stato calcolato per 3 dimensioni di cani (5, 20 e 40 kg) e i costi per soddisfarlo con HCD, rispetto a CPD secchi e umidi, sono stati confrontati con il test di Kruskal-Wallis e test post-hoc.
I costi: un parametro importante da considerare nella scelta della terapia nutrizionale
Nel contesto dello studio, i costi medi delle diete commerciali secche e umide e di quelle preparate in casa sono risultati, rispettivamente, $0,29 (intervallo, $0,18 – $0,46), $1,01 (intervallo, $0,77 – $1,20) e $0,55 (intervallo, $0,35 – $1,14); pertanto, le HCDs complete e bilanciate si sono rivelate mediamente più costose rispetto alle CPD secche (P < 0,001), ma non alle CPD umide (P > 0,99). I costi più elevati delle HCD sono stati determinati sia dal tipo di ingredienti selezionati (le proteine, gli integratori multivitaminici e quelli multiminerali avevano i costi maggiori) sia dalla loro qualità. Infine, gli Autori hanno sottolineato come, i prezzi elevati delle CPD umide potessero essere legati ai costi più alti di conservazione, impacchettamento e trasporto, nonché alla più facile deteriorabilità di tali mangimi rispetto al cibo secco.
Dai risultati dello studio è emerso che le CPD secche sono la soluzione meno costosa per la gestione nutrizionale delle CCE. Inoltre, sia le CPD che le HCD hanno mostrato un’ampia variabilità di costi; pertanto, secondo il parere degli Autori, è importante includere, nella scelta della terapia più appropriata, un’accurata valutazione dei prezzi. Andare incontro ai bisogni e alle necessità del padrone, infatti, anche in termini di spesa, potrebbe agevolare il percorso di gestione delle enteropatie croniche canine, influenzando positivamente la salute del cane.
Reference
Kratzer GR, Shepherd M, Delaney SJ, Winston JA, Rudinsky AJ, Parker VJ. Home-cooked diets cost more than commercially prepared dry kibble diets for dogs with chronic enteropathies. J Am Vet Med Assoc. 2022 Sep 27;260(S3):S53-S60. doi: 10.2460/javma.22.07.0284. PMID: 36136931.