Dieta di eliminazione per la diagnosi di reazioni avverse al cibo nel gatto

Su Veterinary Dermatology, uno studio italiano attesta la validità ai fini diagnostici di un prodotto specifico per gatti a base di proteine idrolizzate di pesce e di amido di riso.

Pubblicato il
, diSilvano Marini

Per reazioni avverse al cibo si intende ogni reazione agli alimenti dovuta a meccanismi immunologici o non immunologici, comprendendo quindi sia le allergie alimentari sia le intolleranze alimentari. 

Nel gatto si stima che le reazioni avverse al cibo siano alla base del 5% circa di tutte le malattie cutanee e di oltre il 21% di tutte le forme caratterizzate da prurito. La diagnosi fa leva sulla somministrazione di una dieta di eliminazione per almeno otto settimane con una doppia controprova: in caso di miglioramento dei sintomi si torna alla dieta precedente verificando la riacutizzazione della forma e la diagnosi viene confermata dopo un ulteriore ciclo di dieta di esclusione con il corrispondente miglioramento. 

Il principio è di eliminare l’alimento in grado di scatenare la reazione avversa e di introdurne di nuovi con cui il gatto non è mai venuto a contatto. A questo scopo si ricorre in genere alle diete a base di proteine idrolizzate, che riducono il rischio di allergie gravi e di reazioni incrociate, in quanto sono state ridotte di dimensioni tramite idrolisi.

Valutazioni all’inizio e al termine del trial

Di recente un prodotto dietetico a base di proteine idrolizzate di pesce e di amido di riso è stato ritenuto una dieta di eliminazione adatta alla diagnosi di reazione avversa da cibo nel cane e uno studio italiano ha deciso quindi di mettere alla prova la versione per gatti dello stesso preparato. 

Nel trial, pubblicato su Veterinary Dermatology, un gruppo di gatti (età media 5,2 anni) con dermatite pruriginosa è stato sottoposto a una visita dermatologica e le lesioni cutanee sono state valutate tramite SCORFAD (Scoring Feline Allergic Dermatitis). Ai proprietari è stato affidato il compito di valutare l’entità del prurito attraverso una nuova scala visuo-analogica, non ancora convalidata, che consente di misurare sia il leccamento sia il graffiamento. In più, i proprietari dovevano compilare un questionario sulla qualità di vita.

Ogni gatto doveva essere nutrito esclusivamente con il prodotto sotto esame per almeno otto settimane. In caso di infezione batterica o micosi venivano prescritti trattamenti antibiotici o antimicotici, e/o antisettici topici nelle prime tre-quattro settimane di dieta. 

In caso di necessità, per tenere sotto controllo il prurito era consentita la somministrazione di prednisolone per os o di oclacitinib off-label durante le prima sei settimane del trial. Durante lo studio era invece vietato l’impiego di glucocorticoidi a lunga durata d’azione, di ciclosporina o di supplementi di qualsiasi genere, e ogni farmaco, a eccezione degli antiparassitari, doveva essere interrotto due settimane prima della valutazione finale. 

Dopo almeno otto settimane di dieta di eliminazione si ripetevano le valutazioni iniziali alla ricerca di eventuali cambiamenti.

Il prodotto è efficace per la diagnosi 

Su 25 gatti arruolati, quattro sono usciti dal trial per la comparsa di vomito e/o diarrea, uno ha rifiutato il prodotto e due non hanno completato il follow-up. In 17 casi (il 70,8%) è stato evidenziato un miglioramento del prurito in misura superiore al 50% e gli animali sono stati quindi sottoposti alla prova di provocazione alimentare: nove hanno reagito alla dieta precedente, confermando così la diagnosi di reazione avversa al cibo, mentre negli altri otto i sintomi non si sono ripresentati. Dei restanti otto gatti che non hanno mostrato miglioramenti del prurito dopo le prime otto settimane di dieta, quattro sono stati sottoposti a un ulteriore ciclo di dieta di eliminazione senza mostrare cambiamenti degni di nota. 

Come spiegano gli autori, i dati attestano insomma che il ricorso per almeno otto settimane al prodotto in studio come dieta di eliminazione a base di proteine idrolizzate rappresenta un efficace metodo per diagnosticare una reazione avversa al cibo nel gatto, a fronte di una bassa prevalenza di effetti gastrointestinali indesiderati (12,5%) e di un’eccellente palatabilità (97%).

Reference

Noli C, Beltrando G. The usefulness of a hydrolysed fish and rice starch elimination diet for the diagnosis of adverse food reactions in cats: an open clinical trial. Vet Dermatol. 2021;32(4):326-e90. doi:10.1111/vde.12970

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