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Concentrazioni di SCFA e disbiosi nel cane con enteropatia cronica

Concentrazioni di SCFA e disbiosi nel cane con enteropatia cronica

Studio USA ha valutato gli effetti dell’infiammazione intestinale sulle concentrazioni fecali di acidi grassi a catena corta e sull’assetto del microbiota intestinale. Obiettivo: individuare nuovi target terapeutici
Si ritiene che nell’interazione tra l’ospite e il microbiota intestinale un ruolo determinante sia interpretato dai prodotti del metabolismo batterico. In questo contesto meritano particolare attenzione gli acidi grassi a catena corta (SCFA), in particolare acetato, propionato e butirrato.  Si tratta dei principali prodotti finali della fermentazione batterica delle fibre alimentari non digeribili e comportano una serie di benefici, che vanno dall’azione immunomodulante all’effetto antidiarroico, alla promozione della motilità gastrointestinale.  Nell’uomo è stato accertato che le concentrazioni fecali di SCFA si riducono nei pazienti con...
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