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Probiotici e fertilità nel cane: nuovi dati sull’asse intestino-testicolo

Probiotici e fertilità nel cane: nuovi dati sull’asse intestino-testicolo

La fertilità maschile nel cane potrebbe essere influenzata non soltanto dall’apparato riproduttivo, ma anche dallo stato metabolico, ossidativo e forse microbico dell’animale.

La supplementazione con una miscela probiotica multiceppo per 70 giorni ha migliorato diversi parametri della qualità del liquido seminale  e potenziato le difese antiossidanti sistemiche e del plasma seminale in cani maschi sani destinati alla riproduzione. È quanto emerge da uno studio originale pubblicato su Frontiers in Veterinary Science da Caterina Losacco e colleghi dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, che propone nuovi elementi a sostegno dell’esistenza di un possibile asse intestino-testicolo nel cane.

Il dato è di interesse soprattutto per la medicina della riproduzione veterinaria: dopo un intero ciclo spermatogenetico, i cani supplementati hanno mostrato un aumento della concentrazione spermatica e miglioramenti di diversi parametri cinetici, associati a una riduzione delle specie reattive dell’ossigeno nel plasma seminale e a un incremento della capacità antiossidante. Gli autori sottolineano però che lo studio non ha analizzato direttamente il microbiota intestinale né misurato outcome riproduttivi finali, come tasso di concepimento o numerosità delle cucciolate.

Perché il microbiota potrebbe influenzare la fertilità maschile

La qualità del seme dipende da numerosi fattori, tra cui stato endocrino, condizioni dell’apparato urogenitale, nutrizione, stress e bilancio ossidativo. Un eccesso di ROS può danneggiare la membrana degli spermatozoi, favorire la perossidazione lipidica e la frammentazione del DNA e compromettere motilità e vitalità.

Negli ultimi anni si è aggiunto un ulteriore elemento: il microbiota. Studi nel cane e in altre specie hanno rilevato associazioni tra specifiche comunità batteriche e qualità del liquido seminale, alimentando l’ipotesi che il microbiota intestinale possa influenzare anche l’ambiente testicolare e il tratto riproduttivo maschile attraverso vie metaboliche, immunitarie e redox.

Secondo gli autori, i probiotici potrebbero agire attraverso più meccanismi contemporaneamente: rafforzamento delle difese antiossidanti, modulazione dell’infiammazione sistemica, effetti sul metabolismo e possibile influenza sull’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi. Tuttavia, queste vie restano in larga parte ipotetiche e non sono state dimostrate direttamente in questo studio.

Lo studio su cani riproduttori sani

Sono stati arruolati 14 cani maschi clinicamente sani, di razze diverse, tra 2 e 4 anni di età e con body condition score ottimale. Tutti erano stati sottoposti a valutazione clinica ed ecografica dell’apparato riproduttore e presentavano parametri fisiologici del liquido seminale.

Gli animali sono stati randomizzati a dieta di controllo oppure alla stessa dieta integrata con una miscela multiceppo contenente Streptococcus thermophilus, due ceppi di Bifidobacterium lactis e diversi lattobacilli. La dose somministrata era pari a 400 miliardi di batteri liofilizzati al giorno per 70 giorni.

La durata non è casuale: la spermatogenesi nel cane dura mediamente circa 62 giorni, per cui i ricercatori hanno scelto un periodo in grado di coprire un intero ciclo. I campioni di sperma sono stati raccolti prima dell’intervento e a 35 e 70 giorni.

Più concentrazione spermatica e variazioni dei parametri cinetici

Il risultato più evidente ha riguardato la concentrazione degli spermatozoi. Nel gruppo supplementato, il valore medio è passato da 147,8 × 106/ml al basale a 215,2 a 35 giorni e 318,6 ×106/ml a 70 giorni, mentre nel gruppo di controllo il valore a 70 giorni era 118,9 ×106/ml. L’interazione tra trattamento e tempo è risultata significativa.

Sono state inoltre rilevate differenze statisticamente significative per alcuni parametri CASA (Computer-Assisted Sperm Analysis), tra cui velocità media del percorso, velocità rettilinea, velocità curvilinea, ampiezza dello spostamento laterale della testa e linearità. . Frequenza di battimento incrociato e rettilineità non hanno invece mostrato differenze significative.

Anche motilità totale e motilità progressiva hanno mostrato un andamento favorevole nel gruppo probiotico. A 70 giorni la motilità totale raggiungeva il 98,75% e quella progressiva il 71,75%.

Per il clinico è però importante ricordare che i soggetti erano già normozoospermici all’ingresso nello studio: non si tratta quindi di una prova terapeutica in cani infertili o subfertili.

Il punto chiave sembra essere lo stress ossidativo seminale

Uno degli aspetti più interessanti riguarda il bilancio redox del plasma seminale.

Dopo 35 e 70 giorni, i cani supplementati mostravano una minore produzione di ROS rispetto ai controlli, insieme a valori più elevati di potenziale antiossidante biologico e capacità antiossidante totale.

La tabella dei risultati mostra bene la divergenza tra i due gruppi: nel controllo i ROS aumentavano da 148,7 a 215 unità arbitrarie (U/Carr) tra il basale e il giorno 70, mentre nel gruppo probiotico rimanevano sostanzialmente più stabili, passando da 149,5 a 157,1. Nello stesso periodo, la TAC seminale saliva nel gruppo probiotico da 13,02 a 17,13 μmol/g di proteina, mentre diminuiva nel controllo.

Questo dato è biologicamente plausibile, perché gli spermatozoi sono particolarmente vulnerabili allo stress ossidativo per l’elevato contenuto di acidi grassi insaturi nelle membrane. Un eccesso di ROS può ridurre ATP, compromettere motilità, integrità di membrana e capacità di fusione con l’ovocita.

Effetti anche sullo stato antiossidante sistemico

La supplementazione non ha riguardato soltanto il compartimento riproduttivo.

A 70 giorni, i cani del gruppo probiotico mostravano un aumento significativo delle attività di superossido dismutasi, catalasi e glutatione perossidasi e della capacità antiossidante totale  plasmatica. La malondialdeide, invece, non differiva tra i gruppi.

Sono state osservate anche riduzioni di azoto ureico nel sangue , trigliceridi e colesterolo totale, mentre gli altri parametri biochimici e minerali non risultavano significativamente modificati.

Questi risultati suggeriscono un effetto sistemico della supplementazione, ma non permettono di stabilire se il miglioramento dei parametri seminali sia conseguenza diretta della modulazione del microbiota, del maggiore potenziale antiossidante o di entrambi i fattori.

L’asse intestino-testicolo resta ancora un’ipotesi da dimostrare

È proprio qui che si colloca il principale limite interpretativo dello studio.

Gli autori parlano di modulazione dell’asse intestino-testicolo, ma in questo trial il microbiota intestinale non è stato analizzato. Non sono stati valutati né i cambiamenti tassonomici né quelli funzionali del microbioma durante la supplementazione. Mancano inoltre misure endocrine e dati longitudinali sulla fertilità effettiva.

Di conseguenza, lo studio dimostra un’associazione tra supplementazione probiotica, migliore stato antiossidante e alcuni parametri seminali, ma non può dimostrare che il microbiota intestinale sia il mediatore causale di questi effetti.

Questo aspetto è particolarmente importante per evitare una sovrainterpretazione del concetto di gut-testis axis, che nel cane rimane ancora un campo emergente.

Quale significato per la pratica veterinaria?

Per il veterinario che si occupa di riproduzione, il lavoro suggerisce che la nutrizione e la modulazione del bilancio ossidativo potrebbero diventare strumenti complementari nella gestione del maschio riproduttore.

Il risultato è interessante soprattutto perché ottenuto dopo un periodo corrispondente a un intero ciclo spermatogenetico e attraverso parametri seminali misurati mediante analisi CASA, oltre a marcatori redox sistemici e locali.

Non è però ancora possibile tradurre questi dati in una raccomandazione generale per cani infertili. Il campione comprendeva soltanto 14 soggetti sani, il microbiota non è stato caratterizzato e non sono stati misurati tasso di gravidanza, numero di cuccioli o altri endpoint riproduttivi clinici.

Il lavoro apre quindi una prospettiva più che fornire una risposta definitiva: la fertilità maschile nel cane potrebbe essere influenzata non soltanto dall’apparato riproduttivo, ma anche dallo stato metabolico, ossidativo e forse microbico dell’animale. Dimostrare quanto il microbiota intestinale contribuisca realmente a questo dialogo sarà il passo successivo.

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