L’International Scientific Association for Probiotics and Prebiotics (ISAPP) definisce i probiotici come “microrganismi vivi che, somministrati in quantità adeguate, conferiscono un beneficio per la salute dell’ospite”.
Gli effetti dei probiotici suggeriti dalla letteratura sono:
- l’esclusione competitiva di batteri con potenziale patogeni;
- la produzione di micro e macronutrienti essenziali – tra cui gli acidi grassi a catena corta;
- la promozione della stabilità della giunzione tra le cellule epiteliali intestinali e il miglioramento del processo di digestione;
- la normalizzazione del microbiota gastrointestinale;
- la produzione di sostanze antimicrobiche.
Tuttavia, le revisioni sistematiche di studi condotti sull’uomo non hanno ancora chiarito l’effetto dei probiotici sul microbiota intestinale in individui sani, con solo 4 studi su 19 (21%) che documentano l’alterazione del microbiota gastrointestinale in individui sani a cui sono stati somministrati probiotici. La maggior parte degli studi, relativi all’uso dei probiotici nei cani, ha valutato la loro utilità nel trattamento di enteropatie sia acute che croniche, ma poco è riportato sul loro uso in animali sani.
Recentemente è stato pubblicato su Frontiers in Veterinary Sciences uno studio longitudinale sugli effetti di un prodotto simbiotico veterinario disponibile in commercio sul microbioma fecale di cani sani.
Il prodotto, ancora mai testato nella sua interezza, contiene ceppi batterici che hanno riportato effetti o caratteristiche probiotiche in vitro o in vivo. Questi includono: Lactobacillus acidophilus, L. rhamnosus, L. delbrueckii bulgaricus, L. plantarum ed Enterococcus faecium.
Lo studio longitudinale
15 cani sani hanno partecipato ad una somministrazione di prova di 2 settimane del prodotto. I campioni fecali sono stati raccolti in momenti diversi. Sono stati analizzati i valori al basale , durante la somministrazione e dopo l’interruzione del prodotto. La dose del probiotico è stata calcolata in base al peso del cane, secondo le indicazioni del produttore: 2 grammi per cani tra 5 e 10 kg, 4 grammi per cani tra 11 e 25 kg e 6 grammi per cani > 25 kg. Il microbiota è stato analizzato tramite profiling dell’rRNA 16S.
Durante lo studio sono state osservate ampie variazioni intra e interindividuali, ma la composizione del microbioma a livelli filogenetici più elevati (diversità alfa e beta) non è stata significativamente alterata dopo 2 settimane di somministrazione del prodotto, suggerendo un’assenza di impatto probiotico sulla diversità microbica.
La somministrazione del prodotto, tuttavia, ha comportato un aumento transitorio delle specie probiotiche da Enterococacceae e delle famiglie Streptococacceae oltre ad un aumento dei Fusobatteri.
Ricordiamo che l’abbondanza di Fusobacterium spp. è un parametro che viene utilizzato nel calcolo dell’indice di disbiosi (insieme a Faecalibacterium spp., Turicibacter spp., Streoptococcus spp., E. coli, Blautia spp. e Clostridium hiranonis). In particolare, una ridotta abbondanza e, quindi, un punteggio dell’indice di disbiosi più elevato sono spesso riportati nei cani con enteropatie croniche.
Il microbiota fecale è tornato parzialmente al suo stato basale 3 settimane dopo la cessazione della somministrazione del probiotico. Questo è un buon risultato in quanto altri prodotti hanno mostrato gli effetti del probiotico solo per la durata effettiva della somministrazione con la composizione microbiologica che tornava alla diversità iniziale entro pochi giorni dalla cessazione del trattamento.
Conclusioni
Anche se il pieno significato clinico di questi risultati è ancora da approfondire con indagini sia su animali sani che malati, si evidenzia un potenziale ruolo terapeutico per del probiotico in questione.
Reference
Ciaravolo S, Martínez-López LM, Allcock RJN, Woodward AP, Mansfield C. Longitudinal Survey of Fecal Microbiota in Healthy Dogs Administered a Commercial Probiotic. Front Vet Sci. 2021;8:664318.